01/03/2017

Swinging London e adolescenza a ritmo di Rock!

La musica, il rock, Londra e i suoi colori, il sesso, le aspirazioni, i rimorsi e le invidie, i rancori e gli amori, gli anni che passano e non tornano più, l’adolescenza disperata e il vuoto generazionale. Di tutto questo e di altro parla Plettri e sigarette, fulminante esordio nella narrativa di un’autrice che nel suo blog si definisce “una tipa che odia un sacco di cose” ma che, di sicuro, non odia scrivere, in quanto il suo romanzo è quanto di più affascinante, coinvolgente, malinconico e impattante lavoro che ci sia capitato di pubblicare nel corso dell’anno. Abbiamo chiesto a Mariam di parlarci della sua opera, così complessa e stratificata.


Leggendo Plettri e sigarette non può non venire in mente Quasi famosi, un film che, mutatis mutandis e fatti i debiti distinguo, scardina il mondo della musica ed entra a gamba tesa nella testa dei suoi protagonisti. Volevo sapere se anche lei trova affinità con questa bellissima pellicola di qualche anno fa…
Purtroppo non ho mai avuto l’occasione di vedere questo film, ma adesso è decisamente nella lista di quelli che devo recuperare! Ho dato anche uno sguardo al trailer e devo dire che mi ispira molto, quindi vi ringrazio in anticipo per avermelo fatto presente. Ho sempre amato le storie che parlano di musicisti. Forse quella che più mi ha influenzata, durante la stesura di questo romanzo, è “Nana”, il manga - successivamente diventato anime - di Ai Yazawa, di cui ero molto appassionata nel periodo della scuola media e all’inizio delle superiori.

Il suo romanzo è un vertiginoso andirivieni temporale. Ma come in ogni grande romanzo che si rispetti, le tessere del puzzle alla fine si ricongiungono perfettamente, dando vita ad un quadro di armonica completezza. Come è riuscita a non perdere il filo di una trama che, di fili, ne presenta innumerevoli?
Malamente. Ci sono riuscita malamente. A parte gli scherzi, è stato molto difficile e mi ha richiesto un grande sforzo tenere il conto di ogni singola cosa accaduta ad ogni personaggio, soprattutto quando, prima di effettuare le revisioni di routine, la trama aveva dei buchi niente male. La cosa che più mi ha aiutata a gestire tutto è stata tenere una scaletta accurata degli eventi, capitolo per capitolo, da consultare ogni volta che scrivevo. La scaletta è una cosa che consiglio vivamente a chiunque voglia approcciarsi alla scrittura, perché secondo me è l’unico modo di scrivere un romanzo che mantenga una certa coerenza. Non sono mai stata il tipo di “scrittrice” che scrive alla cieca, senza una chiara idea di dove vuole andare a parare. Non ci riesco proprio.

Londra è protagonista assoluta alla stregua dei personaggi che animano la sua opera. Pensa che la capitale inglese sia sempre il centro nevralgico della cultura musicale oppure, in questi ultimi anni, sia stata soppiantata da altre realtà?
Credo che la Gran Bretagna e la musica proveniente dalla Gran Bretagna stiano riacquistando l’influenza che avevano un tempo, vendicandosi in un certo senso del pop degli Stati Uniti che ha rubato la scena per tanti anni, dopo il boom dei Beatles. Il fenomeno delle boy band, per esempio, una volta marchio USA, è stato ridefinito da X-Factor e da Simon Cowell, che qualche anno fa hanno tirato fuori gli One Direction fuori dal loro cilindro magico. In generale, guardando i Brits Awards che sono andati in scena di recente, mi sono resa conto che una valanga di nuovi artisti stanno uscendo in questo momento dalla Gran Bretagna, anche in generi che dai britannici non ci aspetteremmo, come ad esempio il rap e l’hip hop. Insomma, quello che penso è che sì, Londra è stata soppiantata dagli USA per un bel periodo, ma che stia tornando in gioco. E in generale sono sempre più attratta da tutto ciò che esce dalla Gran Bretagna, sia nel campo della musica, dei media, della letteratura, del cinema, dell’arte, perché seppur a volte commerciale, rimane comunque lontano dall’atmosfera patinata e irreale alla quale Hollywood ci ha abituati.

Nancy, Thomas, Charlotte, Judith, Evan, Johnny, Adam: a quale di questi personaggi è maggiormente legata e quale pensa sia il carattere che più le si avvicina?
Sono indissolubilmente legata a tutti loro, me li porto dietro da troppo tempo. Penso di essere più vicina a Thomas per il suo amore di tutto ciò che è “geek” e per il suo modo nevrotico di esprimersi; a Judith per la sua disperazione, la sua rabbia e la sua insicurezza e ad Evan per il suo modo, a volte esagerato, di sdrammatizzare su tutto e per il suo, a volte infantile e inadeguato, senso dell'umorismo.

Visto la sua passione per la musica, vorrei domandarle: quali sono i tre dischi che porterebbe con sé nella classica isola deserta e non si stancherebbe mai d’ascoltare?
Questa è una domanda veramente difficile, anche perché mi risulta sempre complicato scegliere un singolo disco di un artista, visto che ascolto la musica sul mio fedele lettore mp3 e spesso mischio tutti i brani insieme in una sola cartella. Probabilmente Bleach dei Nirvana, l’edizione deluxe di This is Acting di Sia, e Reise Reise dei Rammstein. Ma anche tutta la discografia dei The Subways, Issues dei Korn e... beh, la lista è veramente infinita, o quasi. Se dovessi rispondere a questa domanda tra una mezz’ora, è probabile che citerei nomi completamente diversi, quindi non prendetemi troppo sul serio quando parlo di musica e di ciò che preferisco ascoltare al momento.

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