15/09/2016

L'humor anticonformista di Paolo Sassaroli

Ci sono molti modi di narrare la varia humanitas che ci circonda. Lo si può fare con spirito corrosivo, additando le poche virtù e i molti vizi che ci appartengono; descrivendo con grottesca ferocia le idiosincrasie che alimentano le nostre vite; oppure utilizzando la sottile arma dell'ironia, andando a colpire di fioretto invece che di sciabola.
Paolo Sassaroli è una voce fuori dal coro.



Lo è per il suo stile graffiante, caustico, feroce e disilluso. Lo è per le storie che racconta, piccoli apologhi di atroce banalità quotidiana, in cui vengono messe alla berlina idiosincrasie, paradossi, paranoie e incomprensioni che attanagliano la vita di un'umanità alla deriva e senza punti di approdo.
Vuoi scrivere, ma non ti legge nessuno è la raccolta più irriverente e tragicomica, cinica e tenera, crudele e commovente, politica e sessuale, spudorata e oltraggiosa che ci sia capitata di leggere negli ultimi tempi.
Abbiamo chiesto al suo autore di svelarci qualcosa in più.

La raccolta di racconti che popola il suo romanzo pullula di aggettivi qualificativi. Allora, le chiedo di presentarsi ai nostri lettori descrivendosi in maniera particolareggiata...
Sono un ragazzo molto semplice...
Ho iniziato a scrivere quasi per gioco. Scrivo da quando ero piccolo.
Mia mamma, maestra elementare in pensione, mi leggeva amorevolmente e quasi forzatamente il Pinocchio di Collodi prima di addormentarmi, ma io volevo dormire e di Pinocchio non me importava proprio!
Poi, circa due anni dopo, quando avevo circa otto anni, pensai: "Fico Collodi! è riuscito a raccontare la storia di questo burattino benissimo", e anche io ho iniziato a raccontare scrivendo storie sia fantastiche che reali.
Nel 2011 ho avuto la possibilità di pubblicare il mio primo libro. L'ho scritto mentre mi rilassavo percorrendo in macchina le stradine panoramiche nella mia regione: le Marche.
La scrittura per me rappresenta un divertente hobby. Spesso le mie nevrosi diventano scrittura. Dalle mie fasi nevrasteniche nasce la mia creatività. Quando sono creativo sono felice e di buon umore.

Quali sono gli autori, se ce ne sono, che la hanno formata? Quali i romanzi che porterebbe con sé su un'isola deserta?
Sono diversi gli autori che ho incontrato leggendo e molti sono stati dei validi compagni nelle mie fasi di solitudine mentale.
Ricordo che nel 1990 un mio amico più grande di me mi disse: "Paolo, leggi Due di due, ti piacerà sicuramente...", quindi ho iniziato a leggere i libri di Andrea De Carlo: li ho letti quasi tutti, adoro il suo modo di narrare il suo essere alternativo.
Ma mi ha fatto compagnia per molto tempo anche Alessandro Baricco, che mi piaceva e mi piace ancora un casino! Inoltre penso che Simonetta Agnello sia geniale e mi eccita la fantasia di Gianrico Carofiglio.

L'attacco alla politica è ben presente nel suo lavoro. Sono, infatti, messi alla berlina Partiti e personaggi di spicco del Palazzo facilmente riconoscibili. Cosa può dirci in proposito?
La politica e i suoi personaggi spesso sono grotteschi e si prestano alle sfumature che cerco di evidenziare scrivendo.
Molti politici attuali evidenziano un marcato narcisismo che rasenta il ridicolo. Forse la politica attuale non è che una nostra paranoica proiezione individuale e forse i suoi esponenti sono solo nostre fantasie. Forse il palazzo non esiste e, purtroppo, noi ne vediamo le conseguenze pratiche.

Anche il sesso, per lo più raccontato in maniera divertente e boccaccesca, ha un ruolo preponderante nelle sue storie...
Il sesso è quasi sicuramente la base della nostra vita. A volte le problematiche legate al sesso diventano pesanti. Io ho cercato di non renderlo drammatico e di esporre l'argomento in un modo nuovo e giocoso.

La forza dirompente del suo lavoro credo risieda nella stringatezza dei racconti messi in scena. Ha mai pensato di cimentarsi con un lavoro che abbia un respiro maggiore delle short stories?
L'ho fatto in passato. Penso che scrivere racconti arrivi in maniera più diretta alla testa della gente.
Ho voglia di scrivere in modo conciso e diretto per stimolare la curiosità.
Mi piace pensare che chi legge potrebbe costruire a livello intellettivo il resto della storia.
Forse questo modo di scrivere è solo una mia precisa attitudine o forse sono solo un provocatore...

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